Non esattamente, forse, un fulmine a ciel sereno è stato il risultato del referendum che il 26 giugno scorso ha sancito l’uscita dall’Unione Europea del Regno Unito con quasi il 52% dei consensi da parte dei cittadini UK.
Sembrava partita in sordina ma ecco che -specialmente in questi ultimi mesi- hanno iniziato a delinearsi contorni sempre più definiti di quella che da molti è definita come la ‘manovra’ economica, sociale e politica del decennio.

A rivelarlo è il The Guardian: da quando le negoziazioni verranno portate a termine e la Brexit avrà valore legale e, con tutte le probabilità del caso questo accadrà nei primissimi mesi del 2018, non sarà più sufficiente la carta d’identità per fare ingresso nella patria di Dickens e dei Beatles ma sarà infatti necessario il passaporto.

Il documento al quale The Guardian fa riferimento propone anche l’introduzione di un sistema di visti e permessi di soggiorni temporanei che impedirebbe l’ingresso (o meglio, la permanenza che trova motivazione nel lavoro) ai lavoratori meno qualificati: grande similitudine con la strategia americana di Trump che potrebbe trovare riscontro a sua volta nello slogan ‘Britain First’.
L’obiettivo? Dare la precedenza ai residenti britannici e limitare l’immigrazione (anche) dai Paesi UE per costruire un’economia forte e competitiva.

Redazione Travelgood

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