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Obbligo di fatturazione elettronica: cambia qualcosa per le Agenzie di Viaggio? In queste ultime settimane del 2018 le Agenzie Viaggi staranno ricevendo numerosi preventivi dai fornitori di software house. Commercialisti e stakeholder coinvolti (vedi Camera di Commercio) si affanneranno a tentare di spiegare in cosa consiste la novità della fattura elettronica. Ma cosa cambia realmente dal 1 gennaio 2019, primo giorno di introduzione della e-fattura?

Fatturazione elettronica, di cosa si tratta?

Qualsiasi fattura emessa – che sia in regime IVA ordinario oppure in regime IVA 74ter verso tutti – e qualsiasi fattura ricevuta dovrà essere elaborata in formato elettronico. Nello specifico, la fattura elettronica dovrà essere un file in formato .xml contenente determinate informazioni obbligatorie. Tra queste;

  • Tutte le fatture emesse dovranno essere inviate telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite apposite piattaforme software
  • Tutte le fatture dei fornitori verranno ricevute in formato elettronico e prelevate dal sito dell’Agenzia delle Entrate (o recapitate presso i propri recapiti “elettronici”)
  • Tutte le fatture emesse e ricevute in formato elettronico dovranno essere conservate per i 10 anni di prescrizione in maniera “sostitutiva” adottando determinati procedimenti di archiviazione elettronica (addio al raccoglitore ad anelli da tirar giù dall’armadio).

Una delle poche certezze è che le regole fiscali di riferimento non cambieranno. Nei primi tempi, le nuove procedure potrebbero provocare qualche difficoltà o malumore. Fatta eccezione per l’indirizzo telematico dove il cliente vorrà che sia consegnata la fattura, i dati obbligatori da riportare nella fatturazione elettronica saranno gli stessi.

Che cosa c’è di nuovo:
  • Quando entra in vigore la fattura elettronica? 1 gennaio 2019
  • In che formato deve essere la ricevuta elettronica? Potrà essere redatta solo attraverso l’uso di device digitale in formato xml
  • Qual è la modalità di trasmissione, archiviazione e consultazione della e-fattura? La gestione avviene attraverso il cosiddetto Sistema di Interscambio – Sdi

Il parere degli esperti sulla Fattura Elettronica

Sono mesi che tutti i liberi professionisti cercano disperatamente di raccogliere relazioni ed interventi di esperti che spieghino chiaramente i grandi vantaggi che l’innovazione della fatturazione elettronica dovrebbe portare con se. Tra le relazioni più eclatanti, si riscontrano quelle che ci informano che per ogni fattura emessa in formato elettronico si dovrebbero risparmiare dai 5€ ai 12€ circa. E ci propongono lo slogan della sostenibilità del “be green”.

Tuttavia, esiste un profondo scollamento tra i relatori dei vari convegni. Tutti risultano estremamente entusiasti ma la platea degli imprenditori – anche agenti di viaggi – restano molto perplessi circa il nuovo obbligo di fatturazione elettronica. Ad oggi, infatti, la fattura elettronica presenta numerose questioni irrisolte.

I punti oscuri della fatturazione elettronica

Quando inviare la fattura elettronica – Limiti temporali incerti

Una fattura in regime 74ter deve essere emessa e spedita telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro le ore 24 (o con un “minimo ritardo”) del giorno in cui abbiamo ricevuto l’incasso della intera pratica (o la partenza del viaggiatore, se avviene prima). Anche ipotizzando che il commercialista sia a nostra disposizione 24h/24h, resta il problema di dover monitorare quotidianamente l’estratto conto bancario.

Dove conservare le fatture elettroniche – Le fatture cartacee continueranno a esistere

Per qualsiasi altro adempimento come una pratica di sollecito di fatture non pagate, il recupero legale con decreto ingiuntivo, o un invio alla banca delle fatture per gli anticipi su fatture o la concessione di credito, dovranno ancora essere prodotte le fatture in formato cartaceo.

Come gestire le fatture elettroniche dei fornitori – Fatture emesse da fornitori esteri

Per le fatture ricevute da fornitori esteri – casistica frequente nel nostro settore travel – si continueranno a ricevere fatture cartacee. Per le Agenzie di Viaggio che operano con fornitori stranieri e che non hanno partita Iva in Italia, non c’è obbligo di emettere la fattura elettronica. Queste dovranno essere inviate all’Agenzia delle Entrate ogni mese con un vero e proprio spesometro mensile. Quindi altro che “basta carta”: la carta continuerà ad esistere tale e quale a prima, e ad essa verrà aggiunto l’onere della produzione ed invio telematico della fattura elettronica.

Che cos’è il Sistema di Interscambio per la fatturazione elettronica

L’Sdi è una sorta di “postino digitale” della pubblica amministrazione che verificherà che nel documento siano presenti le informazioni minime obbligatorie. Significa che la fatturazione elettronica deve contenere:

  • gli estremi identificativi del fornitore e del cliente
  • il numero e la data di fattura
  • la descrizione della natura, della qualità e della quantità del servizio prestato
  • l’imponibile
  • l’aliquota fiscale
  • l’iva

Con il Sistema di Interscambio sarà effettuato un controllo sulla correttezza dei valori della partita IVA o del codice fiscale del cliente; che in fattura sia stato inserita correttamente l’ email a cui recapitare il file della fattura elettronica; e infine, che ci sia coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’Iva. Solo quando tutti questi controlli generano un esito positivo, la fattura elettronica viene consegnata al destinatario dal Sistema di Interscambio.

Dati sensibili e fatturazione elettronica

Fin qui sembra sembra non ci siano poi troppe lacune sul nuovo sistema di fatturazione elettronica. Tuttavia, a pochi giorni dall’entrata in vigore del sistema, il Garante della Privacy ha sollevato alcune criticità rilevanti sul trattamento dei dati personali in regime di fatturazione digitale.

La prima grande perplessità riguarda l’enorme scambio di dati sensibili contenuti nella fattura e che non riguarda solo i profili fiscali. Si parla di quelle tipologie di servizi e abitudini di consumo, Informazioni archiviate dall’Agenzia delle Entrate, ed eventuali intermediari terzi – coloro che metteranno a disposizione le loro piattaforme per scambiare i dati dalle aziende all’Agenzia.

Ciò comporterebbe, non solo un aumento dei rischi per la sicurezza delle informazioni, ma anche un incremento di criticità relative a usi impropri dei dati. Chi garantisce che tutti i dati trasmessi non vengano poi utilizzati come preziosa merce di scambio e quindi venduti a terzi?

Senza considerare un altro aspetto, forse fino ad oggi poco considerato: l’agenzia viaggi trasmetterà tutte le proprie fatture di vendita e di acquisto (in formato elettronico) all’Agenzia delle Entrate: quindi l’intera fattura (con tutti i dati relativi a prezzi e condizioni di vendita, destinazioni e dettagli delle pratiche, scontistica applicata, ed altri dati riservati): che fine faranno questi dati? Siamo sicuri che saranno conservati dall’Agenzia delle Entrate in archivi inattaccabili (e soprattutto non utilizzabili per altri scopi)?

Come si sposa tutto ciò con il tema della privacy, per la quale ci impongono periodicamente pesanti e invasivi adempimenti?

Ciò che fa riflettere è come questo nuovo obbligo sia stato introdotto, non tanto per avviare una modernizzazione delle procedure amministrative delle imprese, bensì con fini chiaramente antielusivi: l’obiettivo è quello di “stanare” gli evasori e recuperare gettito fiscale.

È evidente che se questa è la finalità, non potrà comportare altro che maggiori adempimenti burocratici, invece di una reale semplificazione amministrativa.

Le innovazioni, se sono veramente tali, solitamente non necessitano di essere imposte come obbligo di legge, ma vengono adottate immediatamente senza costrizioni.

Come prepararsi all’ingresso della fatturazione elettronica

Per prepararsi alla fatturazione elettronica le Agenzie di Viaggio dovranno scaricarsi le specifiche tecniche del direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il documento è necessario per capire come trasformare la fattura tradizionale in quella in formato elettronico xml. In alternativa, se non si ha dimestichezza, ci si può rivolgere a una software house o al commercialista di fiducia.

Redazione Travelgood

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