Quando si parla di turismo che scardina  le consuete rotte turistiche, che fa vedere sotto nuova luce mete inflazionate, che destagionalizza l’offerta e la domanda e non conosce crisi; allora si parla di turismo musicale.

Un turismo che in Italia è ancora un po’ acerbo, ma in altri paesi europei sta vivendo grande successo.

L’Italia ha potenzialità per diventare meta attrattiva di tanti appassionati di musica disposti a viaggiare per vivere l’emozione di un concerto. Il turismo musicale si prospetta quindi come una possibilità di nuovo business, con la creazione di pacchetti e offerte rivolte a questa nicchia di mercato.

Qual è il cliente tipo?

Il prototipo italiano è abbastanza anziano, colto, benestante o addirittura big spender e fa del viaggio musicale una sorta di conferma del proprio status symbol, mentre il cliente straniero è ugualmente colto e appassionato, anche di più ma appartiene a tutte le fasce di età e di portafoglio. Quindi pur di godersi il suo concerto preferito se non è agiato dorme in periferia, mangia e viaggia low cost.

Specializzarsi in questo tipo di turismo è possibile e vuol dire poter organizzare per il proprio cliente appassionato una cena con i maestri, incontri con musicologi e altre iniziative dedicate.

Il turismo musicale per attrarre i più giovani può essere abbinato al design, al fashion e a tutto il lifestyle italiano; basta pensare a Milano dove c’è la Scala, San Siro ma anche il quadrilatero della moda oppure a Roma con l’Auditorium base dell’Accademia di Santa Cecilia, creazione modernissima di Renzo Piano che però ha forti rimandi con l’antichità della Città Eterna.

Francesca Telloli

Francesca Telloli

Account Manager | Tourism Department

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