La moltiplicazione delle vendite di servizi ancillari sono il primo effetto di un trend ormai sempre più consolidato che comporta l’applicazione di tariffe aeree sempre più “à la carte” in tutte le classi di volo.
Nei bilanci delle compagnie aeree i servizi ancillari valgono anche 16 dollari a passeggero e sono generate perlopiù dai Frequent Flyer.
Gli statunitensi sono i primi in classifica e ben 6 vettori realizzano con essi il 30% del loro fatturato totale.

A cosa sono dovute le strategie tariffarie sempre più “unbundle”?

La rivalità con le low cost ha portato le compagnie aeree ad offrire prezzi sempre più competitivi, obbligandole dal canto loro a ridurre i costi e, per fare ciò, una possibilità è stata quella di ridurre i servizi.
Non solo, i clienti si sono abituati a tariffe sempre più basse, che obbligano i vettori a scorporare la tariffa del biglietto da altri servizi che prima erano inclusi. Uno studio sul mercato domestico statunitense dimostra che la tariffa del biglietto crolla quando la fee del bagaglio è scorporata. Tuttavia questa caduta di prezzo è minore rispetto alla vendita accessoria in sé: in questo modo l’intero valore del viaggio aumenta per coloro che scelgono di mettere le valigie in stiva, ovviamente a pagamento.

Continuerà il vorticoso cambiamento delle politiche tariffarie e di distribuzione?

Le strategie tariffarie sicuramente continueranno a cambiare perché la maggior parte delle compagnie aeree va a tentativi, semplicemente provando le nuove policy tariffarie su alcune rotte e se queste riscuotono successo vengono estese all’intero network.
Purtroppo, o per fortuna, una volta che risultano profittevoli vengono copiate dalla concorrenza e quindi aspettiamoci continui cambiamenti.

Francesca Telloli

Francesca Telloli

Account Manager | Tourism Department

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