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Recentemente, le autorità di Thailandia e Filippine hanno deciso di dire basta al turismo di massa in due delle loro destinazioni più popolari. Per rimediare al sovraffollamento turistico, i funzionari tailandesi hanno deciso che Maya Bay aveva bisogno di una pausa forzata. Troppi visitatori si radunano ogni giorno sulla sua spiaggia da quando è uscito il celebre film The Beach, nel 2000. A seguire, anche il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha annunciato che Boracay Island avrebbe avuto una pausa di alcuni mesi, dopo il pesante inquinamento provocato dal turismo di massa. L’ultimo episodio dopo la riapertura è stato quello di una turista colta mentre cercava di sotterrare nella spiaggia un pannolino sporco.

Questi non sono gli unici casi di sovraffollamento per le destinazioni turistiche. Diverse città europee, tra cui Venezia e Dubrovnik, si sono spesso lamentate di essere sommerse da visitatori, così come l’isola di Skye in Scozia.

Nel 2017, Barcellona ha lanciato una crociata contro gli alloggi senza licenza turistica tramite la rete AirBnB. Secondo l’amministrazione, questo tipo di alloggi turistici alternativi, comporta un aumento dei prezzi hotel della zona. Le strutture alberghiere hanno dovuto aumentare le tasse ai visitatori per proteggere i loro ricavi. Il Ruanda ora fa pagare fino a 1.500$ al giorno per un permesso di sorveglianza dei body guard.

Travelgood ha selezionato 6 destinazioni in tutto il mondo in cui il sovraffollamento e la pressione del turismo di massa rischiano di pregiudicarne la bellezza e la popolarità.

1. Thailandia: Maya Bay costretta al riposo

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Lo scorso anno le autorità tailandesi hanno annunciato che avrebbero chiuso la famosa Maya Bay per concedergli una breve tregua. La baia isolata caratterizzata da acque traslucide, sabbie bianche e scogliere calcaree, è diventata famosa per essere stata la cornice pittoresca di The Beach, il film del 2000 con Leonardo Di Caprio. Da allora, i visitatori che hanno calcato le sue rive ogni giorno sono stati tra i 4.000 e i 5.000.

Gli esperti hanno affermato che l’80% del corallo di Maya Bay è gravemente a rischio, principalmente a causa di danni causati dalle ancore delle barche. Il Dipartimento dei Parchi Nazionali, della Fauna e della Conservazione delle Piante della Thailandia ha deciso di estendere la chiusura della famosa baia per altri due anni fino al 2021per consentire il recupero della biodiversità, favorendo la crescita delle barriere coralline e delle mangrovie. La riapertura sarà a metà del 2021.

Quando Maya Beach riaprirà, dovrebbe avere un nuovo limite giornaliero di 2.000 turisti al giorno e le barche non potranno più attraversare la barriera corallina poco profonda.

2. Italia: le Cinque Terre si affidano alla tecnologia

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Il turismo di massa ha da tempo scoperto il fascino delle Cinque Terre. I villaggi di pescatori inerpicati sulle coste della Liguria dai colori vivaci e dall’aspetto caratteristico. L’area conta di appena 5.000 abitanti ed è diventata patrimonio UNESCO dal 1997 e Parco Nazionale dal 1999. Oggi accoglie oltre due milioni e mezzo di turisti all’anno. I visitatori scelgono per Cinque Terre per fare un’escursione sui sentieri panoramici che collegano le città e i vigneti dei terrazzamenti dei borghi liguri.

Nel corso degli anni, le passerelle e le segnalazioni dei percorsi trekking sono cadute in rovina a causa dell’erosione e dall’uso eccessivo dei visitatori. Il famoso percorso trekking tra le città di Riomaggiore e Manarola è stato chiuso nel settembre 2012, dopo che un gruppo di turisti australiani era rimasto ferito in una frana. Si è parlato molto dell’imposizione di un limite al numero di visitatori. Sopratutto in considerazione della poca attenzione alle pratiche escursionistiche da parte dei turisti e della difficoltà dei servizi di soccorso di far fronte alle numerose emergenze in un’area poco agibile. Ma ciò non è ancora avvenuto.

Da poco tempo, le autorità del parco hanno testato un’app che i turisti possono scaricare per vedere il numero di persone sui percorsi in tempo reale. Quando viene visualizzato un segnale di avvertimento rosso, significa che uno dei percorsi tracciati dall’app è sovraffollato. Così i visitatori possono decidere se incamminarsi o rinunciare a una camminata in mezzo alla folla. In futuro, potrebbero essere testate liste di attesa virtuali.

3. Perù: Machu Picchu aperto a fasce orarie

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L’antica cittadella Inca del Perù di Machu Picchu è nella lista delle destinazioni da non perdere per molti viaggiatori appassionati. Il famoso Inca Trail consente ai visitatori di fare un’escursione tra paesaggi andini e foreste pluviali, una delle esperienze di viaggio più appaganti in assoluto. Tuttavia, il grosso flusso di persone e operatori turistici (non ufficiali) stanno portando al danneggiamento dei sentieri. Cumuli di rifiuti e campeggi fuori controllo.

Dal 2005 il governo peruviano ha posto un limite al numero di persone autorizzate a percorrere il sentiero dell’Inca Trail. Nel mese di febbraio, il percorso è chiuso per pulizia e manutenzione dell’area. I turisti si sono adattati prenotando in anticipo e le agenzie turistiche devono attenersi alle normative per mantenere i permessi assegnati. Tuttavia, i visitatori continuano a invadere Machu Picchu, al quale, per la stragrande maggioranza delle persone, si accede dalla strada.

Le autorità hanno introdotto da qualche anno un nuovo sistema, che prevede l’acquisto di un biglietto per la mattina o il pomeriggio, nel tentativo di controllare i numeri. Nonostante questo, Machu Picchu è noto per superare il limite raccomandato dall’UNESCO di un massimo di 2.500 visitatori al giorno.

4. Corea del Sud: Jeju Island

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Sai qual è la rotta aerea più trafficata al mondo? L’anno scorso era quella tra la capitale della Corea del Sud, Seoul e l’isola di Jeju, destinazione turistica coreana a circa 90 km dalla terraferma. I turisti visitano Jeju Island per ammirare i paesaggi vulcanici, le pittoresche cascate e un parco divertimenti erotico popolare per i viaggi di nozze. Nel 2017, circa 65.000 voli sono stati operati tra gli aeroporti di Seoul e Jeju Island, quasi 180 al giorno! Ogni anno circa 15 milioni di turisti visitano l’isola, secondo il South China Morning Post. Tante persone per un’area inferiore ai 2.000 kmq.

L’ambiente un tempo incontaminato di Jeju è stato gravemente danneggiato dopo essere diventato popolare tra gli estranei. L’isola riceve molti visitatori anche dalle crociere. Le navi rimangono solo poche ore e non contribuiscono realmente all’economia locale. E che dire del Carbon Footprint di tutti i voli operati per raggiungere Jeju Island? Pare che questo non sia un problema: il governo sudcoreano sta pensando di aprire un nuovo aeroporto nel sud di Jeju, così da triplicare il numero annuale di turisti a 45 milioni entro il 2035.

5. Colombia: Caño Cristales detta le regole

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Il Caño Cristales in Colombia è un luogo surreale. Un fiume attraversato da un intero spettro cromatico. Grazie alle piante acquatiche e ai giochi di luce, l’occhio umano riesce a vedere rosso, rosa, verde lime e giallo nello stesso corso d’acqua. I locali nella provincia centrale della Meta lo chiamano l’Arcobaleno Liquido. In precedenza, cuore del territorio occupato dai guerriglieri delle Farc, il turismo di massa era praticamente inesistente fino a poco tempo fa.

Dopo l’accordo di pace del 2016 tra governo e guerriglieri, i visitatori hanno iniziato ad avventurarsi nelle profondità interne del paese e conoscere questa meraviglia oggi super instagrammata. Caño Cristales sopporta un afflusso di visitatori mai visti in precedenza (circa 16.000 all’anno) e ha il duro compito di bilanciare un flusso senza precedenti con un ecosistema estremamente delicato.

Si teme che un numero maggiore di persone nell’area potrebbe rischiare di aumentare l’inquinamento e danneggiare le preziose piante acquatiche. Tuttavia, le autorità di Caño Cristales anche se hanno iniziato da poco la gestione del sito, hanno divulgato una serie di regole per i visitatori. Tra cui niente bottiglie di plastica, niente creme solari o repellenti per insetti nell’acqua, niente nuoto in certe aree, niente sigarette, niente cibo per i pesci. All’arrivo, i turisti partecipano a un briefing introduttivo per assicurarsi che tutto ciò sia completamente chiaro.

6. Italia: Venezia e il sovraffollamento in Laguna

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L’incidente del 2 giugno scorso, in cui una nave da crociera ha investito un battello nel canale della Guidecca, ha riportato l’attenzione sulla gestione del turismo di massa a Venezia. Oltre 33 milioni di visitatori ogni anno arrivano a visitare il capoluogo veneto da tutti gli angoli del mondo. L’incontrollabile flusso di viaggiatori che ogni giorno sbarcano in Laguna, la progressiva sparizione degli esercizi commerciali locali e la graduale diminuzione della popolazione nativa sono i principali fattori che stanno mettendo in ginocchio il capoluogo veneto.

Misure immediate e di tipo reattivo sono state attivate con l’obiettivo di ridurre il numero di turisti in entrata, a partire dai ticket per l’ingresso giornaliero e i tornelli in città. Il Comitato NoGrandiNavi punta il dito contro il crocierismo. Il gruppo vede nelle navi da crociera uno dei problemi principali di Venezia e chiede a gran voce che la navi con stazza lorda superiore alle 40.000 tonnellate non abbiano il permesso di entrare nella laguna.

Secondo il comitato, il passaggio in laguna delle navi da crociera è problematico principalmente per due ragioni: il dislocamento dell’enorme quantità di acqua e dei sedimenti durante il transito, e il pesante inquinamento dovuto alle emissioni nocive dei carburanti.

Redazione Travelgood

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