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Come iniziare il 2020 al meglio: le ultime teorie sostengono il potenziale terapeutico della vacanza e delle nuove abitudini.

Chi non avesse ancora sentito parlare di Blue Zone prenda nota, perché sarà presto un tema caldo. Secondo una ricerca demografica di Gianni Pes e Michel Poulain – pubblicata sulla rivista scientifica Experimental Gerontology -, sono le aree geografiche dove si vive più a lungo e meglio. Partendo da questo studio, Dan Buettner, membro della National Geographic Society e giornalista del New York Times, ha individuato le cinque zone con il maggior numero di centenari: al primo posto c’è la nostra Ogliastra in Sardegna, seguita da Okinawa (Giappone), Nicoya (Costa Rica), Ikaria (Grecia) e Loma Linda (California).

La missione di Buettner è però farle diventare molte di più, analizzandone le caratteristiche comuni e replicandole altrove. Ha osservato per esempio che le persone più longeve si muovono a piedi, seguono una dieta di verdure, legumi e poca carne, trascorrono molto tempo con la famiglia e partecipano ai rituali, usano poco computer e smartphone.

Sono regole piuttosto semplici che Buettner ha sintetizzato in nove punti (Power 9), rispettando i quali si possono ottimizzare anche luoghi di lavoro, studio, casa e viaggio. Quest’ultimo in particolare è un ambito ideale per sperimentare i vantaggi del metodo.

La partenza allunga la vita?

Non ci sono dati, ma da anni si discute sul potenziale terapeutico del viaggio e della sua influenza sul benessere fisico e psichico. Il viaggio è un’occasione per uscire dalla quotidianità, un “tempo” e uno “spazio” da dedicarsi per riflettere e riordinare le priorità. Sempre più si parte per ritrovare il benessere, e i dati lo dimostrano.

Il settore del “wellness”, quello che si pratica nelle spa di bellezza o mediche, è un business da 640 miliardi di euro, che cresce del 14% all’anno, il doppio rispetto a qualunque altra tipologia di turismo. Parliamo, nel 2018, di 830 milioni di viaggi che creano 17,6 milioni posti di lavoro nel mondo. Non è un caso che le principali fiere del settore trattino in questa chiave anche i viaggi di lusso.

Via dalla routine, si cambia

Alla conferenza di apertura di Iltm, lo scorso dicembre a Cannes, non c’erano i soliti accademici del settore muniti di big data, ma proprio Dan Buettner che illustrava agli addetti del settore le potenzialità commerciali delle “zone blu” come elisir di lunga vita.

All’Iltm di Singapore invece hanno parlato un monaco tibetano e l’osteopata Julien Paccaud. Il primo è la guida spirituale di Vladislav Doronin, proprietario dei lussuosi Aman Resorts, il secondo è un ex campione sportivo, ora consulente di Chanel per la tutela della salute sui luoghi di lavoro (ecologieducorps.com).

Con una preghiera e un paio di esercizi hanno coinvolto il pubblico mettendo in moto dinamiche altrimenti silenti e dimostrando la necessità di uno stimolo per iniziare. Ecco, il viaggio rappresenta uno stimolo: per qualche giorno, si abbandonano le abitudini, si affronta un percorso per raggiungere la meta, si arriva in un luogo nuovo, dove ci si deve adattare a clima, fuso, luce. Un processo che evidenzia esigenze personali e pone alcune domande essenziali: come stavo prima? Come sto ora? Come vorrei stare quando torno alla mia vita normale?

Stare bene è la condizione indispensabile per condurre una vita piacevole, e il modo più efficace per raggiungerla è occuparsene in modo continuativo, nelle attività quotidiane, come in quelle di svago. In quest’ottica, il viaggio è un’opportunità per migliorare la propria condizione fisica, mentale e sociale; è una scorciatoia verso il benessere che, per questa ragione, è un “mega trend” a livello globale sia nei convegni del turismo di lusso, come Iltm e Pure, sia dalle più importanti compagnie di alta hotellerie, da Marriott a Six Senses.

Esplorazione di sé in vacanza

Anche i viaggi esperienziali si iscrivono in questa tendenza. Se finora erano allettanti soprattutto le vacanze edonistiche, con cibi sopraffini, maggiordomi in guanti bianchi, super spa e avventure inaudite, adesso interessa di più la promessa di un’esplorazione di sé, e di una possibilità reale di cambiare stile di vita, più facile in vacanza che nella routine.

Purché il contesto sia adeguato, cioè remoto, incontaminato, o in una “blue zone” dove si possono mettere in pratica i Power 9 di Dan Buettner, compresa la buona compagnia, cioè famiglia e amici. Non sarà scientificamente provato che allunghi la vita, ma che la migliori sicuramente sì. Qui sotto cinque indirizzi dove sperimentare gli effetti.

Fonte: Sole24Ore | Sara Magro

Redazione Travelgood

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